Priorità e valutazione (1)

Il titolo di questo articolo può avere uno sviluppo enorme, come tematica, e non si fermerà a queste poche righe.

Per il momento, proviamo a impostare un primo ragionamento e sviluppiamo un tema ben preciso: la crescita tecnica.

Come primo punto, è certamente importante conoscere il proprio atleta, avere un punto di partenza e una finalizzazione di quello che vogliamo fare, sia a livello di tempo che soprattutto a livello metodologico.

Quando abbiamo fatto il piano temporale, è il momento di studiare il metodo migliore per sviluppare lo stesso e saper fare, ad ogni tappa una valutazione del messaggio che abbiamo dato e del riscontro che l’atleta ha dato.

Abbiamo imparato con gli anni, che gli stessi metodi di lavoro, non vanno bene per tutti, che con alcuni puoi parlare in maniera più “elevata”, mentre con altri devi per forza essere più semplice, e a volte, anche molto basilare.

Come dicevo, periodizzare bene, un piano di lavoro è un passo in avanti, ma la quantità non fa sempre la qualità del lavoro, quindi è più importante cosa si fa e come lo si fa.

In tanti anni, credo di essere riuscito in tutto questo, avendo una base di lavoro consolidata, cercando di variare la metodologia in funzione dei ragazzi che ho avuto.

Ho imparato molto di più dialogando, che imponendo, anche se in determinati momenti, prendere delle decisioni fa parte del lavoro del coach, soprattutto in determinate regate.

Ho sempre creduto che per puntare a vincere titoli importanti, un’atleta dovesse avere un proprio credo, e far crescere in lui autostima e anche il coraggio di scegliere in determinati momenti della regata.

Non potremo mai sostituirci ad un nostro atleta, possiamo cambiarlo, migliorarlo, spingerlo a ragionare e molto altro, ma la finalità di tutto è aumentare il credere nelle proprie scelte.

Quando ti confronti con i migliori, a livello mondiale, basta pochissimo per fare la differenza, ma è moltissimo il lavoro che c’è alle spalle per costruire un grande risultato, e allo stesso tempo, quella voglia di mettersi in gioco fino all’ultimo cm., fa veramente la differenza.

Impariamo a soffrire, saranno le vittorie che ricorderemo per sempre!

Alla prossima puntata…

Marcello

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...