Una vittoria, non è mai scontata

Stiamo per chiudere questo mese di Marzo, che speriamo di cancellare presto, dove abbiamo subito una delle maggiori crisi sanitarie di sempre, dovendo cambiare le nostre abitudini quotidiane e settimanali.

Ci siamo trovati, in maniera molto rapida, a dover affrontare un avversario che ignoravamo esistesse, o pensavamo che fosse un problema della lontana Cina.

Il tempo di capire se qualcosa è stato sbagliato, verrà, al momento dobbiamo solo aiutare chi si sta facendo in quattro per noi, nell’unico modo che possiamo.

Qualche timido segnale lo vediamo, ma è ancora presto, per capire quando ne usciremo, è bene essere chiari su questo punto. Non c’è stata nessuna apertura su quando iniziare a levare qualche limitazione, ma è anche comprensibile.

E’ un po come quando si è nell’ultima bolina, e abbiamo fatto la regata perfetta, dovendo fare un’ultima virata per mettere in sicurezza una vittoria. A volte, pensiamo troppo presto di aver chiuso la partita e veniamo beffati … quella virata nel dubbio va sempre fatta!

Oggi parleremo del Mondiale di Antigua, quello individuale, da cui ho preso spunto per il titolo di questo articolo.

Marco, si è presentato come due volte campione, con un obiettivo dichiarato, cercare di portarsi a casa il terzo titolo. Semplice a dirsi, ma poi bisogna giocare, perché gli avversari non sono venuti li a cambiare aria.

Il pre-regata ci è servito molto, abbiamo fatto uno sforzo economico notevole per andare prima, rispetto agli altri campionati, ma sapevamo che avevamo un nemico in più rispetto allo scorso anno, l’onda oceanica.

Il primo giorno, quando siamo rientrati, ero sempre più consapevole che avevamo fatto bene ad arrivare con anticipo, perché l’insidia era notevole. Condizioni che noi in Italia non abbiamo e se le troviamo, a volte non abbiamo le strutture per uscire, o i Comitati di Regata fanno fatica a prendere la decisione di uscire, specie con numeri molto alti di partecipanti.

Comunque siamo riusciti a sfruttare bene quelle giornate, e ora dopo ora, vedevo tutta la squadra adattarsi sempre meglio.

Inizia la regata, partiamo bene in generale a parte Ginny, ma al rientro doccia fredda, protestati i 4 ragazzi per la regola 69, per il comportamento in Hotel. Dopo ben 2 ore di discussione, dove è stato analizzato tutto da parte della Giuria, ne usciamo senza sanzioni. Quel giorno abbiamo perso tante energie, più di quelle che dovevamo, ma bisognava resettare e partire subito in maniera positiva appena rientrati in acqua.

Quella notte ho dormito male, ero molto arrabbiato coi ragazzi, e al mattino successivo dopo il mio silenzio serale, ho deciso di parlare con calma prima dell’uscita e alzare subito l’asticella di quello che volevamo e dovevamo fare.

Ho visto la luce giusta nei loro occhi, che si erano resi conto, di quello che dicevo dall’inizio, ovvero che dovevamo pensare solo a regatare al meglio delle nostre possibilità.

Marco è uscito determinato, più del solito, non velocissimo quel giorno, ma ha vinto due prove da campione vero. Al rientro abbiamo capito che dovevamo cambiare qualcosa sull’assetto … e da lì è iniziato lo show, fino alla fine che lo ha portato al trionfo finale. E’ riuscito dove nessuno prima, in maniera netta e senza perdere mai la testa, nonostante gli avversari fossero sempre li attaccati, soprattutto Richard che quest’anno ha dimostrato di essere cresciuto molto anche lui.

Tommy, ha affrontato questo appuntamento con lo spirito di chi non ha niente da perdere e tutto da imparare. Questo lo ha aiutato e fatto crescere regata dopo regata, fino all’ultima giornata dove ne ha combinate di tutte.

Davide fino alle ultime due prove aveva fatto una gran regata, poi come gli è accaduto spesso, ha staccato l’interruttore o forse meglio ha osato troppo visti gli ultimi due BFD. Fa parte del gioco, ma lui è stato con me per i tre mondiali, e non posso altro che ringraziarlo per come si è sempre comportato, raccogliendo meno del suo valore.

Alex a fasi alterne, ha fatto vedere cose buone, ma anche di non essere pronto ad affrontare ai massimi livelli un evento così lungo. Ha subito una protesta e preso un BFD nell’ultima giornata, ma sono state tutte lezioni che erano necessarie per prepararsi a quello che dovrà affrontare nei prossimi due anni. Il valore suo è più alto di dove ha chiuso, lo sa lui e lo sappiamo tutti, c’è solo da continuare a lavorare.

Ginny ha sbagliato la prima giornata, dopo che nei giorni prima del campionato nelle stesse condizioni aveva fatto vedere di avere una buona velocità. Ha patito le partenze, migliorandole pian piano. Anche per lei una buona esperienza per il 2020.

Sul mondiale a squadre, ne parleremo poi in un altro dei nostri appuntamenti, tanto avremo del tempo ancora prima della fine del periodo casalingo.

Per ora vi saluto, e vi rinnovo l’appuntamento per Giovedì 2 Aprile alle 18, con il secondo Webinar Metasail/AICO, su cui sto lavorando in questi giorni.

Marcello

 

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