L’importanza di una parola …

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Cari ragazzi,

Siamo ancora qui, e le notizie che ci arrivano, non sono molto confortanti, stiamo coesistendo con questo clima di incertezza e di impotenza in questa situazione.

Nonostante tutto, siamo qui a cercare di tenerci in contatto, e rimanere collegati coi sistemi di comunicazione attuali, che sono negli anni diventati moderni e stavolta anche utili.

Spero che stiate tutti bene e riusciate, nelle difficoltà, a tirare avanti la preparazione atletica e soprattutto a scaricare un po’ il fatto di dover rimanere tutto questo tempo fermi.

Sappiamo che purtroppo è necessario e che stiamo aiutando in questo modo, chi si sta facendo in quattro per salvare vite umane.

Oggi vorrei parlarvi del rapporto atleta/coach. Un tema molto importante che negli ultimi anni si è evoluto.

Siamo arrivati ormai, che quasi tutti i club si sono strutturati e chi uno, chi due, hanno i propri istruttori/allenatori. Tanti anni fa questo era molto meno organizzato e la presenza di qualcuno, che si dedica all’atleta con passione e competenza è stato certamente una conquista del nostro sport.

Il percorso di un’atleta, parte sempre da lontano, dai primi corsi di vela che fa, fino ad arrivare al punto di essere ai massimi livelli, nelle maggiori competizioni.

Tutti questi passaggi, non vanno dimenticati, e fanno parte della storia di un bambino, diventato prima ragazzo e poi un atleta adulto con magari una carriera importante.

Ci saranno state delle persone, che nella tua carriera, ti hanno insegnato, ti hanno cresciuto, ti hanno consolato, a volte rimproverato. Tutto questo, ha fatto si, che quel percorso di cui parlavamo sia stato fatto.

Da ognuno delle persone che incontri in quel percorso, chiunque ti avrà lasciato qualcosa, chi poco, chi molto, ma tutto è stato utile per farti crescere, per farti arrivare dove sei ora.

Gli allenatori, sono persone umane, e vivono con voi le vostre vittorie e soprattutto le vostre sconfitte. Devono avere la parola giusta nel momento giusto, il colpo d’occhio decisivo, se la tua mente non è lucida, ma soprattutto devono portarti a diventare indipendente.

Proprio questo … indipendente dalla sua presenza. Se hai lavorato bene, e sei abituato ad usare la tua testa, sarà sempre tutto più facile.

L’allenatore, serve per confrontarsi, per sfogarsi, anche per discutere a volte, ma la tua responsabilità di atleta ha sempre l’ultima mossa da fare, quella sul campo.

Potranno insegnarti tutte le tecniche possibili, ma la realizzazione dipende dall’atleta, dalla voglia di sacrificio, ed anche dalla voglia di prepararsi bene per un obiettivo da raggiungere.

Quando raggiungi un risultato importante, è il frutto di anni di “lavoro” (perché comunque resta sempre un divertimento dai 6 ai 99 anni), di ore di barca, di allenamenti intensi e tante esperienze passate che ti hanno cresciuto.

Io devo ringraziare molte persone, e pian piano lo farò (anche nei prossimi articoli), perché in tanti hanno avuto dei ruoli fondamentali nella mia crescita sportiva.

Ho imparato molto e poi sono riuscito a trasmettere, cosa non facile. 

Ho avuto la fortuna di trovare persone che hanno creduto in me e mi hanno dato la possibilità di crescere, sbagliare e poi fare quel salto di qualità necessario. Come ho avuto la fortuna di avere con me un gruppo di ragazzi eccezionale, che mi ha fatto realizzare dei sogni … si proprio questo …

Chi avrebbe detto quando ho messo il piede in barca la prima volta, che avrei fatto come allenatore della squadra nazionale italiana, 7 campionati mondiali più tutto il resto … forse in un sogno, vedendo il mondo di sport più visibili del nostro. 

Tutto questo è stato possibile, perché una persona, il nostro segretario di classe Norberto Foletti, ha deciso che facessi questa esperienza, che facessi questo salto di qualità a livello tecnico e lavorativo. A lui va un grande ringraziamento per questo.

Sono arrivati dei risultati, tanti, ma soprattutto tanta soddisfazione per quello che facevo, ogni giorno passato a pensare cosa e come migliorare, qualcosa che era già molto buono.

Ma la cosa che mi rende più felice, e così è per i vostri allenatori, è quando gli dite e ci dite, una parola molto semplice … GRAZIE. A volte basta poco, ma per noi tutti, è un gesto di rispetto per quello che uno fa.

Devo dire e chiudo per oggi, che questa parola l’ho sempre sentita, da tante generazioni che ho cresciuto … e l’unione dimostrata negli ultimi campionati, cari ragazzi ha fatto sempre la differenza … quella che ci ha fatto vincere!

Buona giornata … e buon allenamento!

Marcello 

 

One thought on “L’importanza di una parola …

  1. Tutto ben detto.
    Se ricordo bene i tuou predecessori non parlavano cosi’. Non davano merito ai ragazzi ne a chi gli aveva “messo in piedi”.
    Avanti cosi’.
    Valter Kolic

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